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L’arte di leggere

10 Giugno 2007

Quando imparai a leggere e a scrivere, al modo immaginario della mia mente si aggiunse anche la costellazione dell’alfabeto. Questo nuovo mondo non era formato dalle fantasie o dai disegni che raccontavan una storia, ma soltanto dalle lettere e dal loro suono. Leggevo tutte le indicazioni che vedevo: i nomi delle ditte sui portacenere, i manifesti, le notizie sui giornali, le pubblicità, tutto ciò che era scritto sulle vetrine dei negozi, dei ristoranti, sui camion, sulle carte d’imballaggio, sulle insegne stradali, sul pacchetto di cannella a tavola, ad alta voce. Era come se, dentro il mio cervello, fra il centro visivo e la parte cognitiva, si fosse sistemata una macchina che trasformava tutte le lettere in sillabe e suoni. Come una radio accesa in un caffè che però non ascolta nessuno, quest’apparecchio, cui talvolta non prestavo attenzione, trasmetteva continuamente. ORHAN PAMUK,Istanbul

  1. giantarlo
    10 Giugno 2007 a 18:35 | #1

    Gia’ leggere vedere ascoltare e sopratutto parlare .
    (nel senso di studiare troppo)

  2. kimi61
    10 Giugno 2007 a 22:29 | #2

    leggere…
    non sono sparita
    problemi con adsl da due mesi ..
    tornero’
    intanto un abbraccio sincero
    lisa

  3. Henry
    11 Giugno 2007 a 0:17 | #3

    Ciao Ste, leggere sempre e di tutto senza filtri.L’interruttore dei pensieri in “on”questa volta.

  4. khalofrida
    11 Giugno 2007 a 20:06 | #4

    Già da bambina non c’era niente che mi rendesse più felice dell’avere tra le mani qualcosa da leggere, cercavo disperatamente bambini con cui scambiare fumetti e speravo sempre che invece delle solite bambole qualcuno mi regalasse un libro, invano…
    Un po’ questo piacere della lettura l’ho trasmesso a mia figlia, ma chi l’abbia trasmesso a me rimane un mistero.

  5. Il Narratore
    11 Giugno 2007 a 21:28 | #5

    Leggo i tuoi post sommerso tra i miei libri. E quello che leggo mi piace.

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