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notte solitaria

28 Settembre 2008

In questi giorni ho avuto molto tempo per pensare. Una sera in particolare ero a casa, sua ospite. Nessuno si è accorto che ero sul balcone. Ho fatto pianissimo per non svegliare chi, tranquillamente, dormiva e sono uscita a godermi la notte. Faceva molto freddo e ho dovuto indossare il mio giubotto nero. Ho appoggiato i gomiti sul davanzale di cotto ed ho cominciato ad osservare intorno: un girandola gialla, un parcheggio con le strisce blu, un cartello con su scritto "Vergogna" e alcune macchine davanti ai propri garage. Ho annusato la mia voglia di solitudine a pieni polmoni. Sollevata dal meritato riposo e preoccupata da altri mille pensieri finisco la mia perlustrazione visiva sul balcone dove sono, mi giro e appoggio la schiena al muretto e guardo il lavandino bianco, la cuccia vuota e la mia immagine segmentata e riflessa sul vetro della finestra all’inglese. Mi vedo intirizzita dal freddo, protetta e riscaldata dal mio stesso calore, con le gambe incrociate e ai piedi le socs arancioni (o verdi?). Chiudo gli occhi tiro indietro la testa e sto ferma, resto immobile per ascoltare la notte che (almeno lei) mi è amica. Rientro in casa e il tepore mi fa venire i brividi. Faccio un po’ di casino nel chiudere la persiana di legno (è difettosa) e penso: "Porca vaccaccia la miseriaccia mo’ si sveglia!" Mi fermo. Ascolto. Giro gli occhi verso la vetrinetta con le tazze da tè speciali… e sorrido. Ascolto ancora. Sento un cane che in lontananza abbaia. Sbircio l’orologio giallo con le lancette color acciaio. Sono le 3,10 (circa). Non ho molta voglia di tornare a letto. Mi stendo sul divano e mi rannicchio con la testa sullo schienale. Domani si andrà un po’ in giro? Nonloso. Si vedrà. Continuo a godermi DA SOLA la notte. Sento le lacrime che scendono sulle guance. Mi addormento, così.

  1. http://invernalia.blog.tiscali.it
    28 Settembre 2008 a 17:03 | #1

    bel pezzo davvero

  2. giallooro
    28 Settembre 2008 a 19:22 | #2

    Quanto ti capisco…e ti sono vicina, in quel balcone..

  3. 28 Settembre 2008 a 23:27 | #3

    La solitudine arriva ad ogni calar del sole.
    In assenza di luce i sensi si ampificano, assorbono ogni singola variazione del battere continuo.
    Il sonno dell’altro resta un mistero.
    Un pò di gocce salate tolgono peso dal cuore: e di l’abbandono.

  4. 29 Settembre 2008 a 14:38 | #4

    …ho avuto in passato modo di apprezzare la sensibilità di “invernalia” e so che quando definisce “un bel pezzo” questo tuo sentire che ha preso forma e dimensione in queste parole, non intende catalogare la tua sensibilità in qualcosa che ha a che fare con la fantasia di uno scrittore. E’ evidente che è qualcosa di più, qualcosa di simile al battito di un cuore amplificato dal silenzio della notte e da un momento di non desiderata solitudine…
    un caro sorriso
    Gautier

  5. Fede
    29 Settembre 2008 a 14:57 | #5

    “la pioggia prima che cada” e “L’eleganza del riccio”….

    Un sorriso

  6. 29 Settembre 2008 a 14:59 | #6

    Non è facile ascoltarsi.

    Anzi …. è da coraggiosi credo … ma è l’unica strada possibile per poter crescere e comprendersi.

    Che poi io dovrei starmene zitta …

    ;D)))

    Un caro abbraccio.

    Mati

  7. 29 Settembre 2008 a 15:12 | #7

    sarà pur vero che per crescere bisogna soffrie…ma che fatica! capisco la tua solitudine e il tuo dolore perchè sentirsi soli quando si è in due è davvero drammatico. E’ forse ora di dare una sterzata…un abbraccio

    p.s. mi fa piacere averti fatto ridere col mio post..;-))

  8. 29 Settembre 2008 a 15:19 | #8

    bellissimo questo quadro che hai dipinto, nel quale tu sei l’unica ed indiscutibile protagonista … la notte è la splendida cornice e le tue lacrime sono la tela sulla quale sei dipinta … bellissimo !!! …

    grazie del passaggio … un bacio …

  9. 29 Settembre 2008 a 16:30 | #9

    sembri uno psirito irrequieto che gira nella notte, quali sono le tue “cose irrisolte” ?

  10. 29 Settembre 2008 a 17:54 | #10

    ..beh.. la notte che meraviglia..io adoro osservare le cose da lontano mentre tutto scorre e va avanti da solo….magia e stupore…

    beh… dici.. che la mia forza sia più della malattia.. vive in modo alternato.. questo pietrificarsi e questa forza di vivere…. ma… sono dura

    un bacio …

    S.

  11. 29 Settembre 2008 a 20:13 | #11

    Toccante! Mi piace anche ciò che dice Mati: “non è facile ascoltarsi. Anzi …. è da coraggiosi…” La ricerca dei propri limiti è spesso angosciante, ma anche il primo passo per andar oltre se stessi, oltre le abitudini, oltre le paure, e aprire le porte a qualcosa di nuovo. Buona serata!

  12. 30 Settembre 2008 a 2:49 | #12

    la notte dalle mie parti è piena di stelle e con questo freddo brillano ancora di più.A sud splende ancora Giove, la più grande.É stato testimone di una serata mistica, un filing mi ha legato con una cara amica che in comune aveva solo con me quel puntino luminoso.Anche se ci dividevano tanti chilometri l’ho sentita vicina, un sms che ci ha fatto guardare nello stesso momento la stessa stella.É stato bellissimo e il silenzio ci ha stretti a lungo.Anche stanotte è piena di stelle Giove è tramontato altri puntini luminosi hanno preso il suo posto.

  13. 30 Settembre 2008 a 12:48 | #13

    Nel silenzio ci si ritrova e si capiscono molte cose di noi stessi che nel caos quotidiano ci vengono a mancare.ciao.giampaolo

  14. 30 Settembre 2008 a 14:21 | #14

    …la solitudine è meravigliosa….a volte…nel bene e nel male…

  15. 30 Settembre 2008 a 15:48 | #15

    Ciao Dolce Amica…

    Da Uno Stupido!!!!

  16. 30 Settembre 2008 a 17:28 | #16

    Credo che questi siano momenti di solitudine che rimarranno indelebili nella tua memoria… senz’altro c’è dolore in queste parole ma sono sicura che un giorno potrai ricordarli con un sorriso.

    (Ps. grazie)

  17. 30 Settembre 2008 a 18:59 | #17

    sei tornata :)

    sai quante volte mi addormento fra le lacrime?

    :)

    un bacione ste e grazie ..

    sei sempre presente con poco

    ho ascoltato una infinità di volte la canzone di De Gregori ..:)

  18. 1 Ottobre 2008 a 13:02 | #18

    Allora era meglio svegliare la persona in questione..no?

    saluti:)

  19. 6 Ottobre 2008 a 20:13 | #19

    quando si sentono le lacrime scendere vuol dire che ormai il dolore si è talmente interiorizzato che ormai si capisce che ha raggiunto quella determinata soglia quando sulla pelle del proprio viso si sente scendere l’acqua delle proprie lacrime

  20. 7 Ottobre 2008 a 15:42 | #20

    Nel mio precedente post hai lasciato un commento dove dicevi che stavamo vivendo la stessa situazione. Oggi torno a trovarti, ti leggo, mi commuovo e mi ritrovo nelle tue stesse sensazioni!

    Ti mando un abbraccio forte

    il vento

  21. 7 Ottobre 2008 a 15:54 | #21

    Una solitudine così, nasce nel profondo ed è ancora più intensa se intorno c’è qualcuno.

    La conosco questa sensazione, quando vorrei essere tutta da un’altra parte ed invece… sono nella mia realtà.

    Io ho scelto così, ma non è stato facile e non lo è tuttora. Un conto è l’opportunità, un altro è ciò che veramente avrei voluto fare della mia vita e chi avrei voluto avere vicino.

    Ti abbraccio.

    P.S. In risposta: si, sono io, quella della foto, in risalita dal mare.

  22. 19 Ottobre 2008 a 1:32 | #22

    Quando scrivi così ti adoro spudoratamente. Poi mi pento e inizio a provare un leggero senso di colpa in quello che sento dentro. Non è bello amare delle righe di sofferenza, in effetti. Righe che conservano una sorta di purezza di umanità, …ed un filo di empatia, che ci lega. Almeno noi.

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