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Viaggi nello scriptorium

13 Febbraio 2009

   

Titolo: Viaggi nello scriptorium

Autore: Paul Auster

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Prezzo: € 14,50

 

Questa volta farò una recensione diversa dal solito (avete notato che ho messo i riferimenti del libro prima). Del libro, voglio analizzare il titolo ed illustrare la copertina perché desidero incuriosirvi e perché dopo averlo letto mi rendo conto che tutto è riassunto perfettamente nelle immagini e nelle parole. Iniziamo dal titolo. VIAGGI è al plurale e non è un caso, il viaggio può essere inteso non solo in senso fisico, ma anche in senso metaforico come espressione di ricerca interiore o abbandono. Mr Blank sembra vecchio, non riesce a camminare, intontito dalle medicine non ricorda nulla neanche gli oggetti che sono nella stanza che sono etichettate con un foglietto: "armadio", "pareti", "lampada" e poi ci sono delle persone che gli fanno visita e lo rimproverano (anche acerbamente) per come la loro vita è stata cambiata a causa sua. NELLO significa all’interno di, dentro e Mr Blank si chiede se in questa stanza è tenuto prigioniero, se la porta è chiusa dall’esterno. Eppure sembra non interessargli scoprirlo. SCRIPTORIUM nel medioevo indicava il luogo delle residenze religiose abbazie, monasteri, in cui gli amanuensi trascrivevano testi inglesi antichi (e mi viene in mente Il nome della rosa), è un termine latino che significa "luogo per scrivere" e il protagonista di questo libro Mr Blank (?) si trova in una stanza e sul tavolo trova un dattiloscritto che legge con attenzione: narra la storia di un certo Graf tenuto prigioniero (come lui?) e minacciato di morte per aver violato i confini della Confederazione (ma…anche lui ne fa parte!). E non vi dico altro.

La copertina: una macchina per scrivere una Olympia. C’è un foglio inserito, è bianco e dietro ci sono dei libri: Why writer,  Leviathan, The invention of solitude e altri. La copertina è un’opera, un olio su tela del 2001 di Sam Messer e si intitola The whole story.

Può bastare, miei cari blogger, ora sta a voi trarre le conclusioni. Ah dimenticavo l’altra foto ritrae Paul Auster e sullo sfondo notate qualcosa?

  1. 13 Febbraio 2009 a 13:54 | #1

    OK. Mi hai incuriosito … mi segno il titolo.

    Nella foto … beh sta fumando, lo trovo di pessimo gusto oltre che poco originale, ma il titolo e la tua recensione sono un ottimo invito alla lettura.

  2. 13 Febbraio 2009 a 15:06 | #2

    ti auguro un buon weekend ed un buon S.Valentino, dolce omonima …
    un bacio …

  3. Fede
    13 Febbraio 2009 a 16:17 | #3

    E’ un ricordo molto forte che mi porto dentro…

    Grazie del suggerimento, adoro leggere, mi segno il titolo poi ti dirò….

    Buon week end

  4. 14 Febbraio 2009 a 0:35 | #4

    Posso dirti cosa non noto se vuoi……..

    Il foglio bianco nell’olympia ad esempio :)

  5. 14 Febbraio 2009 a 19:54 | #5

    la macchina da scrivere…

    ciao!

  6. 15 Febbraio 2009 a 19:26 | #6

    uh! lo conosco, lo conosco…

  7. 17 Febbraio 2009 a 22:57 | #7

    Mi hanno sempre affascinato le macchine da scrivere ed il loro ticchettio vivo, non smorto come quello delle tastiere dei computer.Ciao

  8. 18 Febbraio 2009 a 12:30 | #8

    Passo da te e ti immagino immersa piacevolmente in una marea di libri….

    Ciao Ste

  9. 19 Febbraio 2009 a 17:18 | #9

    Mmmmm!

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