Home > Primo piano > Pasqua con gli aquilani

Pasqua con gli aquilani

13 Aprile 2009

Ho trascorso il giorno di Pasqua con gli aquilani che alloggiano in uno dei tanti alberghi di Giulianova. Sono stata con le persone anziane che hanno il volto segnato dalla tristezza, con i bambini che sono spaventati e con le donne che hanno gli occhi pieni di lacrime poi Donatella legge questo pensiero agli aquilani:  

Ho tanti pensieri nella mente e nel cuore, così tanti che è difficile metterli insieme, ma ci sono dei punti fermi, delle cose che ti rimangono dentro per sempre. Quella scossa di terremoto nel cuore della notte e la voce di mio padre, sconsolata e bassa che diceva: "L’Aquila non c’è più, quasi un presentimento, prima ancora di sentire ogni notizia. L’arrivo in hotel e la rincordsa delle notizie su internet, le prime immagini del disastro… Ma quel martedì mattina che poi si è trasformato in un’intera giornata sarà per me indimenticabile. Un giorno di lavoro iniziato come tanti, con la solita routine e poi le telefonate della protezione civile per prenotae posti a numeri di 20-30 alla volta e io che non avevo modo neanche di pensare cosa stesse accadendo. Poi i primi arrivi: volti, odori e suoni che sono ancora denteo di me, imploranti di un letto in qualunque camera, in qualunque modo, di una doccia e di un pasto. E io ero lì che dicevo sì a tutti e a tutto, in fretta con i colleghi a preparare e coordinare. Poi ti fermi un attimo, solo un attimo e guardi questa folla che per me era immensa e pnsi: questa è la mia gente. E allora riparti ancora e scacci via la stanchezza e la tristezza. Poi i giorni si susseguono e mi sembra sia passata un’eternità, continuando e ancora e ancora. Ormai i volti sono diventati noti e, nonostante la stanchezza, quando vi vedo,vedo i vostri occhi e non posso fare a meno di sorridere. Alcune persone mi hanno ringraziato per quello che stiamo facendo; nulla rispetto a quelloi che voi state facendo a noi. Ci date tanta forza, riportandoci ad una relatà fatta di piccole cose e di piccoli gesi che dovrebbero essere quotidiani, ma che purtroppo stiamo perdendo di vista, dando peso al futile e all’inutile. Leggo i giornali e ascolto e termini comuni si susseguono: terremotati, sfollati, profughi. Non mi piacciono queste parole, non si addicono alla mia gente, agli abruzzesi che sono forti e gentili. No, non voglio usarli e credo nessuno debba farli: siete persone, punto e basta. Vorrei che nessuno li usasse, perchè tolgono dignità alle persone. Gli abruzzesi… un popolo che il mondo sta scoprendo ora, peccato in una situazione così tragica. Aldilà delle immagini, della cronaca più spicciola ciò che colpisce il mondo è il nostro orgoglio, la nostra forza, la mnostra compostezza: un anziano intervistato, alla domanda "ormai non restano più lacrime", ha risposto al cronista. " Noi siamo abruzzesi, non possiamo piangere". No, non possiamo piangere perchè siamo forti come la roccia delle nostre montagne e gentili come il vento che accarezza il mare. Sono queste le cose che continuo a ripetere a mestessa e a chi mi sta intorno: la tragedia, l’evento, la distruzione sono fatti evidenti e reali e nessuno può cancellarli. MA la forza di andare avanti, l’essere positivi, vogliosi e atacati alla vita e alla terra è dentro di noi ed è questo che deve darci il senso di andare avanti e di no arrenderc. Citando unaf rase di una pubblicità, siamonati per essere felici e niente e nessuno deve toglierci questo diritto acnhe se ora sembra impossibile. Voglio circondarmi di notizie positive e dei vostri sorrisi, convincermi che essere sotto il cielo non vuol dire esere in balia del destino ma vuol dire essere vivi si può fare tutto. Voglio comnvincermi di questo dal profondo del mio cuore perchè i giovani e i bambini devono poter credere che c’è sempre una possibilità

Tra qualche giorno io andrò via da questo posto e dalla mia terra perchè la vita ci porta altrove ma tutto questo lo porterò con me. Sembrera strano, ma se prima non vedevo l’ora di aprtire ora ho una profonda tristezza di lasciare la mia terra e la mia gente. Voglio ringraziarvi per quello che mi avete insegnato e per quello ch mi avete dato e soprattutto per aver fatto riemergere in me ‘rgoglio abruzzese.

Un ultimo pensiero alle nostre città, prima di tutto L’Aquila ma anche tutti quei piccoli paesini caduti e scomparsi, di cui nessuno deve diemticarsi perchè anch’essi sono la nostra storia.

Grazie Donatella per avermi dato il permesso di diffondere questo tuo stupendo pensiero.

  1. 14 Aprile 2009 a 7:08 | #1

    grazie Donatella e grazie anche a te, dolce omonima, per questa toccante testimonianza …
    un bacio ed un abbraccio …

  2. 14 Aprile 2009 a 9:32 | #2

    Ciao Ste,
    anche ieri sera la terra ha tremato..non so più dove parare i pensieri..
    anche io ho raccolto testimonianze, volti spaventati, persone che saltano al passaggio del treno..Voglia di riprendere ma la confusione che lo impedisce…
    Figli di amici sono riusciti a sfuggire alle macerie la notte stessa o addirittura il giorno dopo..ma sono a casa, pur avendo perso ciò che avevano all’Aquila..
    E’ un momento davvero forte e di grande prova!…
    Si sta facendo molto nella nostra cittadina…e continueremo a farlo! La solidarietà che ho sentito in questi giorni è immensa…
    Ciao e…magari ci si vede

  3. 14 Aprile 2009 a 11:16 | #3

    …un abbraccio a te …a Donatella…e virtualmente a tutti quelli che soffrono…sarò nella mia terra giovedì…

  4. Isy
    14 Aprile 2009 a 11:21 | #4

    si vi sono vicina con tutto il mio cuore ed i miei pensieri..

    ti abbraccio forte.. tutti insieme ne usciremo.. un bacio

    Rosy :)

  5. 14 Aprile 2009 a 13:06 | #5

    Ciao Ste, ti sono sempre vicino…

  6. 14 Aprile 2009 a 13:36 | #6

    Se mi è consentito, dissento lievemente sulla frase tratta dalla pubblicità per cui noi siamo nati per essere felici. Al limite siamo nati per essere infelici, forse anche a causa della pubblicità. Naturalmente il massimo della solidarietà a chi i questo momento soffre da quelle parti.

  7. 14 Aprile 2009 a 18:13 | #7

    Bellissime parole Stefania, duri e gentili come le nostre montagne.Si mi uniosco anchio a te, montanaro verce so cosa vuol dire calpestare le rocce aguzze dei monti, essere sferzato dal vento incessante e fermasi a guardare una genzianella che fa capolino fra due pietre con un cucchiaio di terra per letto. Impregnato di questa terra che mi vede col passare del tempo. Speriamo che la ricostruzione sia intelligente e che ognuno possa tornare a godere di quelle finestre che hanno accarezzato da sempre la loro vita.

  8. 14 Aprile 2009 a 19:56 | #8

    Eh lo so..l’ho sentita benissimo alle 23.30 ca…mi ero alzata per bere! Speriamo che finisca tutto in fretta..sta durando un pò troppo..

  9. 15 Aprile 2009 a 22:06 | #9

    non sapevo fossi abbruzzese..

    mamma mia che tragedia.. e immagino come possa averti colpita nel profondo.

    si rimane allibiti e senza parole.. si immagina come si potrebbe stare noi in quello stato.. e si comprende l’orrore che stanno passando.

    un abbraccio

  10. arial
    16 Aprile 2009 a 21:16 | #10

    Ste oggi ho fatto un bonifico per la tua terra.

    Quanto ci fai leggere è un grande esempio di forza e di coraggio: gentili come il vento che sfiora il mare e resistenti come la roccia delle montagne: tutto questo sarà il vostro futuro: non dei terremotati, ma una gente e un popolo che riprenderà a vivere: grazie per tutte le emzioni che ci fate provare: grazie per la volontà di non piangere, grazie per la ostinazione che mostrate, grazie che vi vedremo risorgere.

  11. arial
    19 Aprile 2009 a 8:31 | #11

    Stefania sono partiti una squadra dei nostri ingegneri, sono tutti amici e conoscenti miei, per aiutare la protezione civile nel lavoro di periziare le case e comprovare l’agibilità, per fare un serio lavoro di verifiche e proposte: sono tutti ingegneri edili delle nostre università, Palermo e Messina, lavorano in queste università. Sono specializzati in edilizia antisismica. Perchè questo è il trend della ricerca qui da noi. Le notizie che mi arrivano è che non trovano nessun coordinamento: è un caos, e tra una settimana rischiano di scendere senza aver fatto molto.

    Chiedete maggior coordinamento negli interventi e negli aiuti: rischiano di essere inutili.

    Sono partiti almeno in tre: professori associati e ricercatori volontari e altri si aggiungeranno.

    Un bacio

  12. 22 Aprile 2009 a 21:49 | #12

    ripasso per lasciarti un abbraccio

  13. 23 Aprile 2009 a 15:54 | #13

    Non bisogna dimenticare quello che e’ successo,mai.ciao.giampaolo.

  14. 26 Aprile 2009 a 20:03 | #14

    So che sei alle prese con altro, tuttavia se leggi sappi che ho da comunicarti una presentazione ad un libro e siccome ci tengo ad averti tra i miei convenuti, ti aspetto

  15. luisa
    3 Maggio 2009 a 16:44 | #15

    ciao stefania, ringrazio molto donatella per queste bellissime parole, forti e che fanno capire ancora di più quale dramma state vivendo e continuate a vivere..un mio carissimo amico è partito come volontario della c.r.i e quando ritorna ci racconta cosa realmente è accaduto..vi siamo vicini con il cuore..

  16. 4 Maggio 2009 a 10:22 | #16

    Ciao Ste…
    Ti lascio un abbraccio…:-)

  17. 4 Maggio 2009 a 10:32 | #17

    solidarietà alla tua terra… anni fa ebbi a definire Silone il più sardo degli scrittori non sardi… pur nella sventura ho apprezzato l’intesa tra abruzzesi e volontari sardi. Ciao, Angel

I commenti sono chiusi.